Prima imbandigione. Elogio del pancotto.

Written by Guido Pensato on Lunedì, 04 Febbraio 2013. Posted in Febbraio 2013, Le parole in bocca

Queste pagine sono la prima (e unica) raccolta di versi da me data alle stampe
con tardiva e perciò più colpevole impudenza
in occasione del sessantesimo compleanno a beneficio (o in danno?) degli amici.

Non mi è ben chiaro come e perché
questa decisione sia maturata
proprio in quest’occasione
e per questo recentissimo
"materiale poetico".
Qui si celebra un incontro desueto
tra oggetti tanto quotidiani
quanto reciprocamente incongrui
agli occhi di una società letteraria
irriducibilmente votata
a tematiche "privatissime" e "civilissime"
ma in ogni caso "alte" e "nobili".
Forse la risposta è tutta
nella voglia di contaminare-sublimare
e di costruire una lunga metafora
un'insistita allusione
a quel "luogo comune"
della parola e del cibo
che è la bocca
rappresentazione simbolica
fondamentale nell'esistenza di ciascuno.
Soprattutto di un onnivoro vorace e loquace.

a tutti i maitres à manger-penser

Le parole in bocca - Guido Pensato


Prima imbandigione
Elogio del pancotto

l.
pancotto pantutto panrotto
aglio e cicoria
la mano alla bocca
un agile fragile rutto
il gusto trabocca
dall'acqua che bolle
alambicchi ampolle
essenze e cipolle
non più per le folle
distillan sapori
ma per pochi gourmets
per te per me
e afrori ardori furori

2.
il pancottiello
è questo di qui:
la scuola del gusto
di infanti
di uomini appena desti
e si fa così:
acqua aglio sale
pane alloro e
"amor, ch'a nullo amato
amar perdona"

3.
il pancotto
è un ghiotto dottore
che per secoli
ha tenuto in vigore
miseria e nobiltà
di chi lo mangiava ad ore
e solo e sempre
e di chi lo mangia ora
e non sa forse
nemmeno
questa piccola verità

Pancotto garganico

4.
il pancotto
è di verze spumose
di spose vermiglie
di panze verrine e sponsali
il pancotto
è di rapa di ripa e di piano
di acque infuocate
di fiamme fluenti
di oli freschi e aulenti
e agli brucianti
diavoli guizzanti
erbe fragranti
e una fame robusta
un gusto sapiente
un occhio vorace
narici discrete
un palato educato indulgente
da frate da prete

5.
contadini butteri e pastori
pane acqua sale e odori
il resto dalla terra da rapire
e dall'uomo
dalla fame
e dalla voglia
di vincere la guerra
tra vivere e morire
il baratro dell'insapore
e il gusto del piacere

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