Sguardi di Diamanti

Written by Terry Zanetti on Mercoledì, 06 Marzo 2013. Posted in Marzo 2013, Le muse del gusto

Istantanea

Occhi furbi da cucciolo di cane,
ricciolini di permanente
 come una zia zitella ,
testa d’agnello.
Bello come un gitano  in gita.
La profumata  camicia ad avvolgere
la schiena della mia allegria  
sfiorava  decori di marmore e diamanti.
Ferrara quel giorno era tornata estense,
ricca del nostro sfarzo d’amore,   
addobbata del mio labbro piagato
dai tuoi baci forti.
Ferrara di Diamanti  feroce come noi,
 imbrigliata di passione  
quel giorno e il giorno dopo.
Poi tornammo lontani  
e Ferrara sprofondò nella bassa .
 Nessuno può dire che non fu così.

Palazzo DiamantiMichelangelo Antonioni, considerato il regista dell’incomunicabilità, è stato,  a dispetto delle etichette e dei “luoghi comuni“ uno di quegli uomini che meriterebbero  il lascia passare per l’eternità, uomini indispensabili  a far affiorare il dedalo dei sentimenti, allargando la strada  sui mille dubbi dell’anima.   Michelangelo Antonioni era un bell’uomo, nel senso ampio della parola, era un ragazzo della mia Emilia, era un amico di Tonino Guerra , era uno di noi  mille nuvole sopra di noi. Michelangelo vide  la luce  a Ferrara il 29 settembre 1912  e la sua città  lo celebra  nella ricorrenza dei cento anni dalla  nascita. Mi piace dire “vide la luce” perché di luce e ombre e contrasti sono fatte  le emozioni che ha saputo trasmettere ,  nei  volti , nei luoghi e in tutte le storie  che ha voluto  dipingere.


E, metafora della  perfetta esistenza,  solo nell’intonata luce prende vita il colore.    

 

02 Palazzo Diamanti Ferrara
Ferrara val bene una Pasqua!

Ferrara che avvolge e protegge nel suo antico abbraccio di mura,  Ferrara che  con emozione e orgoglio onora  il grande maestro Michelangelo Antonioni . A Palazzo Diamanti il 10 marzo 2013 si aprirà la mostra Lo sguardo di Michelangelo. Antonioni e le arti, ideata e realizzata da Ferrara Arte e le Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea-Museo Michelangelo Antonioni in collaborazione con la Cineteca di Bologna.

 La prima rassegna mai dedicata al cineasta italiano ripercorre la sua parabola creativa alla luce del suo rapporto con le arti figurative, con le quali il regista strinse un intenso e fecondo rapporto. In un allestimento di grande fascino, il prezioso patrimonio di opere, oggetti e documenti relativi alla vita e al lavoro di Antonioni (oggi di proprietà del Comune di Ferrara) verrà accostato a opere di grandi artisti del Novecento, come Rothko, Pollock, De Chirico, Morandi, Burri e Vedova, offrendo un inedito e suggestivo dialogo tra film e pittura, letteratura e fotografia. Ad emergere con forza è il ritratto a tuttotondo di uno dei massimi "artisti" del secolo scorso, una testimonianza viva della sua forza creativa e dell'intramontabile attualità della sua poetica che, come ha scritto Martin Scorsese, ha offerto al «cinema possibilità sorprendentemente illimitate».

04 Ferrara

Sito della mostra: http://www.palazzodiamanti.it/1/index.php?id=1076

Mangiare a Ferrara
http://www.albrindisi.net


Appendice

Ciak si mangia

Il cibo e la crisi esistenziale nei film di Antonioni
Da: Salvatore Gelsi. Ciak si mangia!. Dizionario del cinema in cucina. Mantova, Tre Lune, 2000


Cronaca di un amore (1950)
Anche tra i ricchi borghesi milanesi vanno di moda i sandwich ai funghi.

Il grido (1957):
“E adesso cosa gli darò a Rosina?” dice Irma (Alida Valli) dopo che il bollitore del latte è caduto in terra in seguito a una lite con Aldo: quella caduta sigla irreparabilmente la crisi esistenziale moderna.
La notte (1960)
Dionisiaco ed ebbrezza sono alla portata di chiunque, anche di una danza – poco nicciana, in verità – di una’esotica ballerina, streep compreso, col bicchiere di vino sulla fronte.
 [Champagne] O se non succede nulla, anzi perdura la crisi esistenziale di uno scrittore (Mastroianni), val la penna di stapparlo.
Deserto rosso (1964)
 “Queste sono uova di quaglia, vuoi che non lo sappia, ho l’allevamento. Le uova di quaglia hanno una sostanza che eccita molto di più delle uova da latte”
 “Ma come, non sai cosa sono le uova da latte: sono le uova covate. E’ una cura che si fa d’autunno, e in primavera, bisogna berle al nono giorno quando il tuorlo sta per diventare pulcino.”
Professione reporter (1974)
Dialogo tra Jack Nicholson e Maria Schneider sotto un albero di limoni: “Che ci fai qui con me? Su, andiamo a mangiare, il vecchio me ha fame.“

About the Author