Le Monde Gastronomique

Gli interditori preferiscono le... bionde ma di Ribera

Written by Giancarlo Roversi on Lunedì, 04 Febbraio 2013. Posted in Febbraio 2013, Le Monde Gastronomique


“Quella per le arance è una delle vere, grandi passioni della mia vita. Amo i momenti passati in mezzo alle mie piante, a godermi il profumo delle zagare e lo spettacolo dei rami pieni di frutti; sono sicuramente fra i più belli della mia giornata lavorativa. Vi propongo l’acquisto delle mie arance che, vi assicuro, sono di ottima qualità, avendo goduto, nella nostra zona, di un clima davvero ottimale”. Così esordisce, con l’amabilità che gli è propria, Paolo Ganduscio, appartenente al ristretto gotha di produttori delle arance siciliane di eccellenza. Con una marcia in più, quella di avere i suoi agrumeti in una delle zone più vocate dell’isola, a Ribera nell’Agrigentino. Una terra accarezzata dalla brezza del Mediterraneo e baciata tutto l’anno dal sole che dà ai prodotti agricoli, e agli agrumi in particolare, delicate e inimitabili sfumature di sapore e di sapidità, quelle appunto che contraddistinguono le famose arance “bionde” di Ribera, da non confondere con quelle seppure a pasta gialla di altre zone.

I monti sibillini: gli incanti del mito e della natura

Written by Giancarlo Roversi on Mercoledì, 06 Marzo 2013. Posted in Marzo 2013, Le Monde Gastronomique

È questo il mitico regno della Sibilla che aveva la sua dimora in una grotta nelle viscere della montagna, a oltre 2000 m d’altezza, luogo di ritrovo nel corso dei millenni di streghe, negromanti, santoni, cavalieri erranti, viaggiatori curiosi e uomini di scienza alla ricerca di un sortilegio o di un contatto esoterico.

I “genitori” del tortellino

Written by Giancarlo Roversi on Giovedì, 13 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, Le Monde Gastronomique

Come tutte le creature di questa terra anche il tortellino ha un padre e una madre,entrambi di sane e schiette radici. Il papà discende da una vigorosa stirpe di origine campagnola, già da tempo inurbata ed entrata ben presto
nelle grazie dei ceti borghesi e aristocratici per la sua forte e agile tempra e per la sua instancabilità. La mamma è invece di estrazione cittadina, più raffinata e colta, e in passato ha avuto dimestichezza soprattutto con le allegre e sfarzose tavolate dei nobili e dei benestanti, per poi concedersi anche agli strati più squisitamente popolari, incontrando il generale apprezzamento delle masse.

Il lampascione amico di venere e della tavola salutare

Written by Federico Valicenti on Giovedì, 13 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, Le Monde Gastronomique

Dall’antichità un afrodisiaco sicuro e senza controindicazioni

Scava, scava che qualcosa viene fuori. Questo avrà pensato il primo raccoglitore di bulbi che si ritrovò quasi a 40/50 cm sotto terra un cipollotto di forma tondeggiante e di colore rosso che  Oribasio, medico greco di Bisanzio (403-325- a.C ) chiamò lampascione, tradotto in tardo latino diventa lampadio, lampiadonis, quindi lampada. La forma a lampadina pare che l’abbia, ma come avranno fatto a pensare alla lampadina senza avere la corrente elettrica? Misteri del cibo.

Il primo olio non si scorda mai... specie se è siciliano !

Written by Giancarlo Roversi on Giovedì, 13 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, Le Monde Gastronomique

Mazara del Vallo succhi d’oliva en primeur alla ribalta

Già da molti anni l’indice di gradimento dei consumatori per l’olio siciliano sta accrescendo a dismisura il numero dei suoi estimatori. Sono ormai lontani i tempi in cui l’olio, denso, scuro e piuttosto acido prodotto in Siclia era apprezzato solo dalle popolazioni dell’isola e veniva venduto alla grandi industrie olearie per tagliarlo con oli più deboli e di minor qualità. Oggi, grazie alla passione e alla preparazione degli olivicoltori della Sicilia (solo per ricordarne alcuni: Nicola Titone, Nino Centonze...), e all’adozione di tecniche di raccolta delle olive e di frangitura al passo coi tempi, senza però tralignare le tradizionali caratteristiche di superiorità tramandate di generazione in generazione, il succo d’oliva siculo occupa i primi posti fra gli oli italiani di qualità. Ma non poteva essere altrimenti dato che in questa terra la coltivazione degli ulivi e la produzione dell’olio ha origini antichissime di eccellenza.

In Belgio fra arte e buona cucina

Written by Giancarlo Roversi on Venerdì, 28 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, Le Monde Gastronomique

A un occhio e a un animo sensibile ai valori della cultura il Belgio non finisce mai di stupire. Oltre alle sue città d’arte, Bruxelles, Gand e Liegi in testa, coi loro tesori e la loro vita intellettuale, il Paese propone eventi culturali di grande spessore e attrattiva, tra cui uno in  particolare che si ripete di anno in anno e che richiama appassionati d’arte antica moderna e contemporanea da tutto il mondo e che meriterebbe di essere conosciuto più attentamente anche dagli italiani.

J & b il whisky che parla bolognese

Written by Giancarlo Roversi on Giovedì, 13 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, Le Monde Gastronomique

Grazie a Giacomo Justerini giunto nel ‘700 in cerca di fortuna a Londra

A partire dalla metà del secolo scorso il whisky scozzese è entrato trionfalmente nelle abitudini degli italiani, lasciando solo spazio alla nostra intramontabile grappa e soppiantando il vecchio e familiare cognac, anche quello prodotto al di qua delle Alpi, che nel frattempo - per non urtare la suscettibilità dei francesi – venne ribattezzato, forse un po’ troppo genericamente, brandy.

La “monferrina” non solo ballo

on Lunedì, 04 Febbraio 2013. Posted in Febbraio 2013, Le Monde Gastronomique

Nella provincia di Asti si cela un tesoro dell’arte bianca la “Moferrina”, un tipo di pane tradizionale, tutelato da un marchio, depositato dal Sindacato Artigiani Panificatori e dalla CNA, l’Unione Artigiani della Provincia. Si tratta di un prodotto artigianale di pasta dura, assai apprezzato nel passato , poi quasi scomparso, che fa riferimento alla tradizione del territorio: il Monferrato.

Notorietà del Balsamico oltreconfine: una testimonianza apparsa su «The Technologist» nell’anno 1863

Written by Alberto Salarelli on Martedì, 11 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, Le Monde Gastronomique

Premessa

Batterie di maturazione del balsamico tradizionale (foto gentilmente concessa da “Acetaia Le Aperte”, www.acetaialeaperte.it)

Sono ancora molti gli aspetti relativi alla storia dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena (ABTM) che meritano di essere approfonditi. Solo in tempi relativamente recenti, infatti, si sono intraprese ricerche articolate in merito alle origini del prodotto e alle sue modalità di preparazione, grazie anche all’impulso fondamentale offerto in tal senso dalla Consorteria, alla quale si deve riconoscere un’opera altamente meritoria nella valorizzazione dell’ABTM in tutte le sue sfaccettature, ivi inclusi gli aspetti fondamentali relativi alla storia della tradizione nel corso del tempo.

Profumo di Sardegna

Written by Piero Valdiserra on Mercoledì, 06 Marzo 2013. Posted in Marzo 2013, Le Monde Gastronomique

Ogni anno di più moltissimi italiani sentono irresistibile il richiamo della Sardegna, per i loro momenti di vacanza e di riposo. Nella liquoristica tradizionale Sardegna è sinonimo di mirto, un prodotto che negli ultimi anni sta replicando sul “continente” il suo storico successo di vendite nell’isola.

Saro D’Amico: dalle forbici ai fornelli

Written by Giancarlo Roversi on Giovedì, 13 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, Le Monde Gastronomique

Storie di cucina: Sicilia

Le storie personali che si celano dietro molti maestri del gusto sono spesso sorprendenti e passano attraverso precedenti esperienze che nulla hanno a che vedere coi fornelli. Fra i tanti cuochi, a volte anche osannati, che ci deliziano con le loro leccornie non pochi sono infatti quelli che hanno varcato le soglie della cucina di un ristorante dopo un tragitto non convenzionale, “automatico”, ossia senza essere figli d’arte o avere frequentato un istituto professionale di formazione. E neppure senza avere prima preso confidenza con l’arte culinaria come cameriere o lavapiatti in un ristorante, “rubando”, giorno per giorno, di sfuggita con gli occhi, i segreti al cuoco.