San Valentino Im(piatto) d’amore

Written by Terry Zanetti on Lunedì, 04 Febbraio 2013. Posted in Febbraio 2013, La pentola magica

A tavola per sedurre, conquistare, ristabilire l’armonia. Il cibo è sicuramente uno dei più potenti veicoli di complicità.
Davanti ad un convivio ben orchestrato si possono sviluppare piacevoli e nuovi romantici incontri.

Cibo e vino, quest’ultimo bevuto con moderazione, possono allentare leggere inibizioni; l’abuso di alcol invece può pregiudicare un felice proseguo di serata, come dice Shakespeare nel Macbeth provoca la voglia ma si soffia il costrutto.

Impiatto d’amore

Misteriose pozioni per ammaliare o proprietà afrodisiache del cibo? Miracolosi elisir complici della conquista amorosa, pratiche alchemiche o profonda conoscenza delle proprietà chimiche delle varie sostanze?
Tutte le risorse del mondo animale, vegetale e minerale,sono state utilizzate dall’antica farmacopea che ha di certo attinto dalle credenze popolari, per poi ampliare con la conoscenza  scientifica.
Piero Camporesi nel libro “I balsami di Venere” evidenzia come gli esperti di etnomedicina conoscano benissimo quale valore culturale e quale serietà scientifica avessero le pratiche magico-simpatiche dei primitivi e dei premoderni occidentali.

La festa degli innamorati è sicuramente l’occasione più adatta per avvalersi delle proprietà magiche di molti alimenti, giocando a crederci, per innescare fiducia e allegria nell’amore che come dice il sommo poeta “move il sole e l'altre stelle (Paradiso XXXIII,145.)

Propiziamo l’amore  usufruendo dei  consigli tramandatici dai nostri focosi predecessori i quali la sapevano lunga sui piaceri della tavola e della carne.

Questa ricetta è  tratta dall’opera “Legend of the Good Women di Chaucer”, riportata anche sul testo di cucina “To the King’s Taste”, utilizzato alla corte di Riccardo II nel secolo XIV.

Ogni ingrediente profuma di poesia di mistero e d’oriente.
Il potere della seduzione racchiuso in questa preparazione avrà sicuramente fatto da dolce cornice agli incontri degli innamorati di seicento anni fa e sicuramente riuscirà a far sognare anche oggi.

            
Delizia d’amore

4     cucchiai di petali di rose essiccati e sminuzzati 
375 ml. di latte di mandorle
1     cucchiaio raso di cannella in polvere
½    cucchiaino di zenzero fresco
100 gr. di datteri freschi
3     cucchiai di pinoli
2     cucciai di mandorle pelate e sminuzzate
2     cucchiai rasi di farina di riso
2     cucchiai colmi di miele di cardo

Petali di rosa

Lasciare ammorbidire nel latte di mandorla i petali di rosa essiccati per 20 minuti , aggiungere zenzero ,  cannella e miele di cardo.
Far cuocere a fuoco lento e portare a ebollizione per 5 minuti.
Far sciogliere a parte in 2 cucchiai di acqua la farina di riso quindi unirla al composto.
Aggiungere infine i datteri e i pinoli mescolare bene e versare il composto in coppette di vetro.

 

Che la bella commedia antropologica del cibo e dell’amore si replichi!

 Buon San Valentino  a tutti perché l’amore è una cosa semplice

 

Cucinare con le erbe magiche

Erbe magiche per piatti incantati
Ingrediente indispensabile: un pizzico di fiducia e un quintale di ironia   

Magicamente il cumino: il pianeta è Marte, l’elemento il fuoco e Vesta la divinità che lo protegge .

Plutarco riferisce che assieme al sale i grani di cumino rappresentano simbolicamente l’amicizia, perfetto quindi qualsiasi piatto condito con questa pianta per festeggiare un amico.
Una vecchia usanza delle campagne bolognesi suggerisce di unirlo al cibo per gli  animali da cortile al fine di non farli allontanare dall’aia. I semi di cumino molto appetibili facevano si che gli animali restassero per sempre vicino alla casa.
Notando ciò le ragazze da marito preparavano pani e pietanze con i semi di cumino che offrivano ai  fidanzati, nella speranza di tenerli legati a loro.
Se vorrete avere la certezza che il vostro amore faccia sempre ritorno a voi  mettete sette grani di cumino nella tasca sinistra della sua giacca.
Sarà questo un richiamo magico al quale non saprà resistere.

Tartare di carciofi e pizzicore di cumino

6 cuori di carciofo
4  tuorli d’uovo
limone
sale e pepe
aglio
prezzemolo
rosmarino
olio di frantoio
brodo vegetale
tartufo bianco
semi di cumino

Strofinate i cuori di carciofo con il limone così vi resteranno belli chiari, affettateli molto sottili e passateli in  l’olio caldo con l’aglio e prezzemolo.  Stufateli 5 minuti, poi bagnate con il brodo vegetale. Quando saranno teneri insaporiteli con il rosmarino e i semi di cumino che daranno  alla preparazione il giusto gusto piccante.
Aggiungete a piacere  sale e pepe nero.
Disponeteli nel piatto di portata con al centro il tuorlo d’uovo crudo. Condite con un filo di olio di frantoio e lamelle di tartufo bianco.

Magicamente la Salvia: Il pianeta è Giove, l’arial’elemento, Angizia la guaritrice  la dea che la protegge.

Salvia Salvatrix così la Scuola Salernitana definiva la salvia per le sue virtù curative. Nelle tradizioni popolari contadine si credeva che la pianta della salvia rappresentasse il padrone di casa. Molto importante era che la pianta godesse di buona salute perché ciò avrebbe rappresentato e significato conseguentemente una buona vita al padrone di casa.
Anche per la salvia è d’obbligo un riferimento ai suoi poteri afrodisiaci, Cleopatra stessa ne faceva uso per ammaliare i suoi innumerevoli amanti.

La ricetta che segue è un chiaro esempio di come si può “catturare” prendendo per la gola la vostra meravigliosa preda.

Quaglie ripiene al profumo di salvia

4    quaglie svuotate
100 gr. di salsiccia
2     spicchi d’aglio
4     foglie di salvia
1     pizzico di salamoia bolognese
1     panino raffermo bagnato nel latte
1 dl. di brodo di carne
Pasta di olive q.b.

Fate un impasto morbido con la salsiccia, la mollica di pane e la pasta di olive. Riempite le quaglie con la farcia aggiungendo una fogliolina di salvia e mezzo spicchio d’aglio. Fate andare in padella con poco olio a fuoco vivo salando con la salamoia bolognese. Quando la pelle delle quaglie sarà croccante passate al forno caldo per 15 minuti sfumando  con un buon vino bianco e bagnando con brodo di carne.
Sfornate e tagliatele servendole su un crostone di pane caldo spalmato di pasta di olive. Irrorare col sugo di cottura.

 Come preparare la salamoia bolognese
Sale grosso, qualche foglia di salvia, foglioline di rosmarino fresco e pepe, un poco di aglio.
Passate al tritatutto per alcuni secondi

Attenzione: il sale non si deve scaldare e non deve essere troppo fine.

  

Erica d'inverno

La “ Brazadaela” il dolce magico della Valle di Zena

Per San Valentino, fidanzate innamorate, si dilettavano a sfornare dolci per i loro amati dando ai biscotti la forma di piccoli cuori. 
Le nostre progenitrici preparavano anche la brazadaela, il composto ottenuto con pasta lievitata, uova, zucchero, burro o strutto,  veniva cotto in uno stampo tondo con foro al centro. Il dolce in questo modo  assumeva la forma di anello dorato come una fede nuziale.
Lo stampo per dolci ricopriva un ruolo magico, infatti nel cerchio è racchiuso il simbolo di eterno legame d’amore. Il dolce anello, involucro di speranze amorose, aumentava la sua valenza magica se l’innamorata, durante la preparazione, avesse aggiunto all’impasto alcune gocce di fiori d’arancio.  
Nel salotto buono col permesso dei genitori,  la promessa sposa invitava il fidanzato che poteva così ufficializzare i suoi sentimenti e le sue serie intenzioni .
                      “Par San Valenten i se streccan i filaren“
                       (per San Valentino si stringono i filarini).

Ma non per tutte le ragazze era disponibile un Valentino, in questo caso la magia contadina consigliava di mettere sotto il cuscino, nella notte fra il 13 e il 14 febbraio, un ramoscello di erica.
Prima di addormentarsi la fiduciosa ragazza doveva appellarsi al santo protettore della festa degli innamorati chiedendo di incontrare l’amore entro l’anno. Si dice che nel sonno a molte ragazze appariva il volto dell’uomo che sarebbe entrato nella loro vita.
Signore in cerca del vostro fantastico Valentino, provare costa davvero poco.  


Testi e Foto di Terry Zanetti

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