Una bufala, un oncologo e del perché non mangio tonno

Written by Paki Gesualdi on Sabato, 22 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, Fuorigioco

Un martedì pomeriggio di marzo, mentre percorro con la mia macchina la provinciale per Manfredonia decido per una deviazione. Piove. Vado a visitare l'allevamento di bufale di un mio conoscente. La zootecnia mi ha sempre interessato. Amo gli animali e mi piacciono le mozzarelle. Quando arrivo comincio subito a tempestarlo di domande sull'alimentazione ed il razionamento dei suoi animali. Mi piace mangiare cose genuine.

Un martedì pomeriggio di marzo, mentre percorro con la mia macchina la provinciale per Manfredonia decido per una deviazione. Piove. Vado a visitare l'allevamento di bufale di un mio conoscente. La zootecnia mi ha sempre interessato. Amo gli animali e mi piacciono le mozzarelle. Quando arrivo comincio subito a tempestarlo di domande sull'alimentazione ed il razionamento dei suoi animali. Mi piace mangiare cose genuine.

Mattanza dei tonni rossi

Le bufale alzano la testa ad annusare l'aria e mi guardano, sotto una pioggia battente. Mi osservano rimanendo ferme nel fango al centro del recinto. Hanno un aspetto simpatico e selvatico.

Più o meno ognuna di loro mangia 20 kg  di cibo al giorno tra mais, mangime, insilati, fieno. Bevono circa 50 litri di acqua al giorno. Producono da 6 a 9 litri di latte da cui si ottengono 2-3 kg di mozzarelle. Non tutto l'anno però. Vanno in "vacanza" per tre o quattro mesi "senza smettere di mangiare e bere" mi dice sorridendo il mio amico. Mi conferma che la carne non viene commercializzata. E' poco o per nulla apprezzata. Salgo in macchina. Riparto e penso: certo che tenere in vita un animale che pesa sei quintali e mangia quel popò di roba per produrre un po' di mozzarelle seppure ottime.

Umberto Veronesi è un oncologo. Si occupa da oltre quaranta anni di cancro. Da quando la sola parola tumore suonava come una condanna, quando l'unica speranza finiva per essere una mutilazione. Veronesi è un uomo longilineo, ha sei figli, è molto attivo, cattolico, fa anche il politico ed è presidente dell'agenzia per il nucleare. Ma non è questo che mi interessa. Mi interessa il Veronesi uomo che mangia una volta al giorno. Un giorno alla settimana digiuna, bevendo solo. E' vegetariano e sostiene che rinunciare alla carne è anche una forma di solidarietà e responsabilità sociale. In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco enorme: se oltre 820 milioni di persone soffrono la fame è anche perché gran parte del terreno coltivabile viene riservato al foraggio per gli animali da carne. I prodotti agricoli a livello mondiale potrebbero essere sufficienti a sfamare tutti, se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento.

 La terra: sei miliardi di abitanti, tre miliardi di bovini da macello (ogni chilo di carne brucia 20 mila litri d'acqua), 15 miliardi di volatili da alimentazione, produzione di combustibili dai cereali. Tra un po' non ci sarà più cibo. Grano, soia, riso, mais costano sempre di più e vanno a ingrassare gli animali da allevamento. Secondo me bisogna fermarsi ora.

Mattanza dei tonni rossi

 Come se non bastasse, Veronesi ha recentemente diffuso i dati di alcuni studi che confermano che il tumore al colon nel pianeta  "è rarissimo nei Paesi dove non si mangia carne", al contrario di quelli in cui raramente la carne manca a tavola. Frutta e verdura, risultano alimenti "protettivi" : "Più alto è il loro consumo - ha ricordato Veronesi - più diminuisce il rischio di insorgenza di un tumore perché in essi è presente un'armata di molecole antitumorali".

Ecco che modificare il nostro comportamento di consumatori (non solo riguardo al cibo) può essere un vantaggio per noi e per il pianeta su cui viviamo che non ha risorse infinite, può indurre cambiamenti sostanziali anche nel mondo della produzione delle cose che consumiamo. Un  piccolo esempio può essere quello del tonno. Io non lo mangio più. Né in scatola né fresco. Non mi pare una rinuncia. Non lo mangio più perché la sua pesca minaccia le risorse sovra sfruttando gli stock di tonno, cattura esemplari immaturi, infine  danneggia l'ecosistema marino causando ogni anno la morte di migliaia di squali, tartarughe marine e altre specie. Consultate il sito www.greenpeace.it  se ne volete sapere di più.

 Infine penso che bisognerebbe "semplicemente" smetterla con la pretesa di vedere sempre pieni gli scaffali dei supermercati e i nostri frigoriferi. Basterebbe spegnerli quei frigoriferi. Privilegiare frutta verdura e cereali per la nostra alimentazione.

 Mio figlio ha da poco compiuto l'anno d'età. Il mondo sarà suo. Secondo Veronesi bisogna fermarsi ora. Anche secondo me.

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