San Silvestro o Capodanno (disambigua)

Written by Rino Pensato on Sabato, 22 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, Festa in tavola. Ricorrenze, anniversari, celebrazioni.

San Silvestro (disambigua), avverte Wikipedia. E difatti, ce n’é da “disambiguare” quando si dice San Silvestro. Intanto va rilevato che il Santo che porta questo nome (condiviso con altri tre) e che è fonte di tante ambiguità, è Papa Silvestro I.

Papa Silvestro I e l'imperatore Costantino

Si festeggia il 31 dicembre, data della sua morte. E questo, per un profano di rituali cattolici, già non è bello. Di Gesù Cristo si festeggia la nascita e la resurrezione, mica la morte. Non per niente i Cattolici Ortodossi lo festeggiano il 2 gennaio. Un altro equivoco consiste nel fatto che per moltissima gente il 31 dicembre è come dire Capodanno. Quando si dice “il veglione di Capodanno” o ci si chiede "cosa fai a" o "come lo passi il Capodanno" ci si riferisce ai festeggiamento, forse soprattutto, al cenone della sera del 31 dicembre. Già la parola “veglione” assimila l’evento alla vigilia di Natale. Si tratta dunque di una vigilia, a cavallo tra il 31 dicembre e il Primo gennaio.

Non per niente è a Mezzanotte che si stappano le bottiglie, si levano in alto i calici, ci si abbraccia tutti, amici e sconosciuti, mezzi sbronzi e si scatenano i fuochi d’artificio pubblici e, più familiarmente e pericolosamente, i “botti”. Un tempo si buttavano giù da balconi e finestre oggetti vecchi e ormai inutilizzati, un po’ per simbolica tradizione e un po’ per liberarsi, autorizzati, diciamo, dal povero Santo, anche di oggetti oggi definiti “rifiuti ingombranti” (lavatrici, frigoriferi, sciacquoni – molto gettonati -…), creando discariche cittadine ante litteram. Oggi, per fortuna (si fa per dire, ovviamente) soprattutto in alcune zone del Sud, disgraziatamente, ogni giorno è San Silvestro.

 

San Silvestro in processione a Castroreale

Un altro aspetto curioso è che tutti gli aspetti della celebrazione del giorno di San Silvestro sono all’insegna della festa più sfrenata e della bisboccia, un po’ come i funerali di New Orleans, infarciti di Jazz (cioè, “casino”, secondo alcuni studiosi, “all that jazz” = “tutto quel casino”) e mangiate collettive in onore del defunto. Se si vuole trovare una esile giustificazione alla sostanziale “laicità” della festa si può forse ricordare che Papa Silvestro I sia stato il primo Papa a essere riconosciuto come Capo di una Chiesa e delle già numerose prerogative (e privilegi) derivanti. Altre ambiguità e curiosità legate a San Silvestro. Intanto, si può ricordare come San Silvestro sia uno dei Santi (molti, ma sempre minoranza esigua) noti più per alcuni eventi e luoghi che ne ricordano il nome che per gli aspetti religiosi. Se San Silvestro è il veglione o il cenone, San Siro è lo Stadio di Milan e Inter, San Valentino è la Festa degli innamorati e, se vogliamo, la notte di Al Capone, che decise di legare quella data alla più efferata o per lo meno più famosa strage gangsteristica della storia (evocata anche dal celeberrimo capolavoro di Billy Wilder, A qualcuno piace caldo). Infine (ma ce ne sarebbero altri di circostanze eterodosse legate alla ricorrenza), un riferimento alla disinvoltura con la quale la passione degli italiani per il proprio “campanile” abbia indotto Nonantola, celebre per la sua Abbazia e tornata, purtroppo agli “onori” della cronaca per il devastante terremoto del maggio 2012, abbia eletto San Silvestro a Patrono della città.  Questo sulla base di una poco accreditata tradizione secondo la quale le sue spoglie furono trasferite a Nonantola nel 756 (il perché non so) dalla Chiesa di San Silvestro in Capite a Roma.

 

 Bene. Compiuto il nostro dovere di documentalisti, più o meno attendibili, vi proponiamo il nostro Menu, non senza raccomandarvi di ricordare comunque, concretamente, Nonantola e il suo “patrono” non solo il giorno di San Silvestro (perché non approfittare per esempio dei veglioni e dei cenoni, magari con il nostro menu, per raccogliere fondi o inventarsi comunque qualcosa), ma finché le sue ferite non siano pian piano (anzi al più presto) risanate. Buon 2013 a tutti, dunque, ma in particolare ai nostri fratelli delle aree terremotate.

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