San Valentino, Al Capone e un romanzo quasi “inedito”

Written by Rino Pensato on Lunedì, 04 Febbraio 2013. Posted in Febbraio 2013, Festa in tavola. Ricorrenze, anniversari, celebrazioni.

La data della strage di San Valentino non era stata scelta a caso. Ecco, direte voi. L’avevo sempre detto che ci doveva essere un nesso con il giorno dedicato agli innamorati. Questione di donne. Cherchez la femme, come sempre. No. Sarebbe piaciuto anche a noi di MenSA Magazine, per quest’occasione, inventare una storia diversa, proporre un menu da gangster (cosa cui provvedono già, numerosi, le riviste e i siti internet, con menu di San Valentino delinquenziali per il gusto).  Non possiamo perché non è quello che pensate voi.

 

Al Capone scelse quel giorno sarebbe dovuto andare in Florida per deporre in un processo e avrebbe così potuto avere un alibi di ferro; alibi che resse, in effetti, per molto tempo, anche perché i pochi testimoni riferirono di aver visto sulla scena solo dei poliziotti e quindi la strage fu liquidata come un regolamento di conti di poliziotti corrotti, per mettere a tacere dei testimoni che sapevano troppo. Non parliamone più.
Ci consoleremo andando sul sicuro, a pescare nei ricettari sparsi tra le pagine dei romanzi e due volte compattati in ricettari tout court (Le ricette di Pepe Carvalho e Ricette immorali) di Manuel Vázquez Montalbán.

 
Il 19 ottobre 2013 saranno dieci anni esatti che Manolo ci ha salutati e state pur certi che torneremo dunque a parlare di lui. Chi scrive ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, di passarci una indimenticabile serata insieme e di incontrarlo una seconda volta, a Barcellona. Ho già scritto di quella serata, ma ne riparlerò nel numero di ottobre di MenSA Magazine.
Per questa volta, tireremo su, in tutta fretta (abbiamo i minuti contati, no, no Al Capone non c’entra) un menu un po’ incoerente forse e piuttosto sobrio (sarà crisi anche a San Valentino), ma con il grande Barceloneta va sempre bene.

Il massacro di San Valentino

Abbiamo già utilizzato più volte i suoi due ricettari “canonici”. Ora aggiungeremo qualche piatto dall’ultimo romanzo, pubblicato in Italia a gennaio di quest’anno. È un quasi inedito, perché già pubblicato a suo tempo, a puntate, in Spagna su “El pais” nell’agosto del 1997 con il bel titolo La muchacha que pudo ser Emmanuelle, banalmente diventato, nella traduzione italiana, La bella di Buenos Aires (Feltrinelli). Un romanzo bellissimo, a mio parere tra i suoi migliori. Un romanzo d’amore e di morte. Nel quale non mancano, naturalmente alcuni riferimenti a piatti, le cui ricette contribuiscono alla nostra proposta di Menu di San Valentino, che troverete nella sezione dedicata. Le ricette sono, per la precisione: gli “spaghetti alla genovese” (che noi abbiamo inteso, come l’intende la gastronomia italiana, come un bel piatto della cucina napoletana), “sgombri e spinaci al forno su un letto di verdure e aglio verde”, la “blanquette d’agnello al curry” (che qui troverete nella versione di Escoffier, con il vitello al posto dell’agnello, voi fate come vi pare).

Ma leggetevi il libro, prima di tutto, poi mettetevi a cucinare. È il modo migliore per smaltire il sapore agrodolce (più agro che dolce) di questo romanzo gioiello e per reinnamorarvi, a 10 anni dalla sua morte, del grande catalano.

 

 

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