Bibliofilia del gusto

di Massimo Gatta

A tavola con Orazio Bagnasco

Written by Massimo Gatta on Martedì, 11 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, Bibliofilia del gusto

Dedicato al lavoro e alla memoria di Giuseppe Zanasi

 

A tavola con Orazio Bagnasco

Personaggio di notevole grana intellettuale, gran viveur, controverso finanziere d’alto lignaggio (ai tempi del regno di Roberto Calvi e Michele Sindona), gourmet raffinato ed esigente, bibliofilo sommo, ex partigiano, l’ingegnere genovese Orazio Bagnasco ha attraversato mezzo secolo di alta finanza internazionale, con relativi scandali e misfatti, col piglio e l’aplomb del gran seigneur di rinascimentale memoria. Nel decennale della scomparsa era doveroso ricordarlo non solo come munifico collezionista di antichi e rari testi di gastronomia, raccolti e sedimentati nel corso di decenni di ricerca e infine confluiti in quella che potremmo, a ben ragione, definire una delle maggiori collezioni al mondo di testi di gastronomia, ma anche come cultore di pratiche culinarie privatissime, amanuense di ricettari realizzati sibi et sodalibus, conoscitore di antichi misteri legati al cibo, cuciniere raffinato, dispensatore di segreti alchemici del gusto da condividere con gli amici.

 

Gabriele D'Annunzio e l’arte della réclame gastronomica

Written by Massimo Gatta on Mercoledì, 06 Marzo 2013. Posted in Marzo 2013, Bibliofilia del gusto

In questo 2013, anno dannunziano per eccellenza (ricorrono infatti i 150 anni dalla nascita, 1863, e i 75 dalla morte, 1938), un piccolo contributo, ai tanti che verranno offerti al Vate di Pescara, all’Imaginifico artiere, al Comandante di Fiume e al dandy italico per eccellenza, riguarda il rapporto del poeta abruzzese con la pubblicità d’autore, con particolare riguardo, per le specifiche tematiche trattate da Mensa, al mondo gastronomico, spaziando dalla creazione di slogan, alla denominazione dei prodotti fino alle semplici dichiarazioni di qualità.

Giacomo Leopardi tra impudichi sorbetti e asini fascisti (o fascisti asini)

Written by Massimo Gatta on Lunedì, 04 Febbraio 2013. Posted in Febbraio 2013, Bibliofilia del gusto

Chissà se Giacomo Leopardi conosceva il De’ sorbetti, saggio medico fisico del dottor Filippo Baldini, pubblicato a Napoli nel 1775, volume al quale andava aggiunta la seconda parte De’ bagni freddi con una appendice sui bagni d’acqua marina, dello stesso autore; oppure, riguardo al caffè, il celebre saggio di Vincenzo Corrado, Trattato istorico del caffè (Napoli, Saverio Giordano, 1820). Poteva quanto meno aver sentito parlare del libro del Baldini, vivendo a Napoli dal 2 ottobre del 1833, giuntovi insieme all’amico Antonio Ranieri; probabile l’avesse addirittura nella sterminata biblioteca paterna di Recanati.