La pagina di Piero Meldini

Anticlericalismo e gastronomia

Written by Piero Meldini on Martedì, 11 Dicembre 2012. Posted in Dicembre 2012, La pagina di Piero Meldini

 

Anticlericalismo e gastronomia gonne e gonnelle

Nella letteratura culinaria ottocentesca e dei primi decenni del Novecento – nei trattati come negli zibaldoni, negli almanacchi e negli stessi ricettari – pulsa una vena scoperta e gonfia a cui nessuno, per quel che ne so, ha prestato sufficiente attenzione. Mi riferisco alla vena anticlericale – dotta o plebea, seria o faceta – che irrora capillarmente le pagine dei gastronomi, a cominciare dai più colti.
Già nella Fisiologia del gusto si possono pescare a piene mani alcuni dei temi più ricorrenti (e tenaci) della polemica anticlericale. Niente di strano. Brillat-Savarin si forma sugli scritti degli enciclopedisti: Voltaire, Rousseau e Buffon sono autori che egli – a quanto ci garantisce – conosce «tutti a memoria». E per certo la sua divagante e amabilissima summula coquinaria respira il clima diffuso di insofferenza per l’invadenza del gallicanesimo negli anni plumbei della Restaurazione. Sarà proprio questa reazione allergica a instillare vigorosi umori anticlericali negli ambienti politici e intellettuali. E dalla Francia, insieme alle nuove tendenze culinarie, penetrerà in Italia anche l’accoppiata gastronomia-anticlericalismo.

 

Cannibalismo

Written by Piero Meldini on Mercoledì, 06 Marzo 2013. Posted in Marzo 2013, La pagina di Piero Meldini

Dio solo sa che cosa abbia indotto Giulio Einaudi a pubblicare nel giugno del 1949, in un’Italia che stentava ancora a far quadrare il pranzo con la cena, un libro di seicento e passa pagine sull’antropofagia scritto dieci anni prima, nella Germania hitleriana, da un giovane studioso che sarebbe morto nell’immane orgia cannibalica della guerra.

Gli intellettuali in cucina

Written by Piero Meldini on Lunedì, 04 Febbraio 2013. Posted in Febbraio 2013, La pagina di Piero Meldini

Supponete che un editore si rivolga a personaggi più o meno noti della letteratura e dello spettacolo e chieda loro la ricetta d’un piatto: quanti risponderebbero? Parecchi, probabilmente, perché in questi tempi di cuochi divi, di critici gastronomici ben più temuti e riveriti di quelli letterari e di infatuazione culinaria di massa, il disinteresse per la cucina suona impopolare. Regalo volentieri l’idea a chiunque voglia sfruttarla, anche perché non è mia. È delle Edizioni d’Italia, una raffinata casa editrice di Perledo, sul lago di Como, che ha pubblicato Gli intellettuali in cucina, una raccolta di «ricette originali» – poco meno di un centinaio – fornite da altrettanti scrittori, poeti, drammaturghi, giornalisti, pittori e attori. Non oggi, però, ma esattamente ottant’anni fa, nel 1933.